Mostra temporanea “1920: Vaterland Österreich – Siamo in Italia!” Sonderausstellung „1920: Vaterland Österreich – Siamo in Italia!“

[testo italiano segue]

Das Jahr 1920 bildet das Ende einer Epoche und gleichzeitig den Neuanfang. Für Südtirol einmal mehr, da es nach der Annexion vom Oktober plötzlich zum italienischen Staatsgebiet gehörte. Das Museum versucht dieser Zeit auf den Zahn zu fühlen und ein Bild zu zeichnen, indem Fotos aus der Sammlung Ellmenreich gezeigt werden.

Es war eine Zeit der Ungewissheit. Meran versuchte damals als Kurstadt an den Erfolg vor dem Krieg anzuknüpfen. Das Alltagsleben nahm wieder seinen Lauf. Es herrschte Lebensmittelknappheit. Die Verwaltung stellte sich sehr langsam um, es wurde einfach die österreichische Verwaltung fortgeführt.

Viele Kriegsgefangene kamen erst Jahre nach Kriegsende nach Hause.

Die Theorien von Sigmund Freud für die Psychoanalyse und Albert Einsteins Relativitätstheorie verunsicherten viele Menschen.

Für Meran hatte ebenfalls der kurze Besuch Franz Kafkas Bedeutung. Obwohl man 1920 vom Schriftsteller kaum Notiz nahm. Er schrieb vom Hotel Emma aus und später aus der Ottoburg seine „Briefe an Milena“.

Die Fotos, die ab Montag, 25. Mai im Palais Mamming gezeigt werden, verbildlichen den historischen Teil der Ausstellung. Die Veranstaltungsplakate zeigen inwieweit das kulturelle Leben wieder aktiviert wurde. Und nicht zuletzt werden die Künstler dieser Zeit in Meran präsentiert, die sicher nicht zur Elite der Kunstschaffenden gehörten. Den meisten von ihnen würde das Museum kaum jemals eine eigene Ausstellung widmen.

Durch die Vielfalt der ausgestellten Objekte und kurze, leicht verständliche Texte soll eine schwierige Zeit lebendig werden und vor allem für jedermann genießbar.


In una mostra che potrà essere visitata a partire da lunedì 25 maggio, il Palais Mamming Museum indaga la realtà cittadina e gli aspetti storici di quell’epoca, proponendo le immagini fotografiche della Collezione Ellmenreich.
Continue reading “Mostra temporanea “1920: Vaterland Österreich – Siamo in Italia!” Sonderausstellung „1920: Vaterland Österreich – Siamo in Italia!“”

“Noi difendiamo la libera sovranità del popolo” – L’ultimo discorso di Matteotti. Matteotti’s last speech.

22.5.1885 Fratta Polesine – assassinato vicono Roma/murdered near Rome 10.6.1924

Il 22 maggio del 1885 a Fratta Polesine (Rovigo) nasceva Giacomo Matteotti, politico, segretario del Partito Socialista Unitario, deputato e antifascista. In occasione del suo compleanno pubblico il suo discorso integrale che tenne alla Camera dei Deputati il 30 maggio 1924[1]. Nel discorso, Matteotti denunciò i brogli elettorali, le violenze, gli abusi commessi dai fascisti durante le elezioni che si erano tenute il 6 aprile. Fu l’ultimo discorso pubblico di Matteotti. Il 13 giugno il compagno di partito, Filippo Turati, dava in Parlamento la notizia della sua scomparsa. Il corpo di Matteotti, ucciso da una squadra fascista, sarà ritrovato due mesi dopo, il 16 agosto. Molte fonti storiche indicano una diretta responsabilità di Mussolini. In un discorso del 3 gennaio 1925 alla Camera dei Deputati, Mussolini assunse personalmente le responsabilità sia per il delitto Matteotti e per tutti i delitti politici di quel periodo sia per il clima di violenza in cui erano maturati. L’Italia venne così proiettata definitivamente verso la dittatura fascista.


[1] Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Legislatura XXVII, 1° sessione, discussioni, tornata del 24 maggio 1924, pagg. 57-64

On 22 May 1885 in Fratta Polesine (Rovigo), Giacomo Matteotti, politician, secretary of the Unitarian Socialist Party, deputy and anti-fascist, was born. On the occasion of his birthday I publish his full speech (in Italian language) that he gave in the Chamber of Deputies on 30 May 1924. In his speech, Matteotti denounced the electoral fraud, the violence, the abuses committed by the fascists during the elections held on 6 April. It was Matteotti’s last public speech. On 13 June his party comrade, Filippo Turati, gave the news of his disappearance in Parliament. Matteotti’s body, killed by a Fascist squad, was found two months later, on August 16th. Many historical sources indicate that Mussolini was directly responsible. In a speech on 3 January 1925 in the Chamber of Deputies, Mussolini personally assumed responsibility for both the Matteotti crime and all the political crimes of that period and for the climate of violence in which they had developed. Italy was thus definitively projected towards the fascist dictatorship.


Presidente: Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà.
Matteotti: Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. Nessuno certamente, degli appartenenti a questa assemblea, all’infuori credo dei componenti la Giunta delle elezioni, saprebbe ridire l’elenco dei nomi letti per la convalida; nessuno, né della Camera, né delle tribune della Stampa. (Vive interruzioni alla destra e al centro).
Lupi: E’ passato il tempo in cui si parlava per le tribune!
Matteotti: Certo la pubblicità è per voi una istituzione dello stupidissimo secolo XIX. (Vivi rumori; interruzioni alla destra e al centro).
Comunque, dicevo, in questo momento non esiste da parte dell’Assemblea una conoscenza esatta dell’oggetto sul quale si delibera. Soltanto per quei pochissimi nomi che abbiamo potuto afferrare alla lettura, possiamo immaginare che essi rappresentino una parte della maggioranza. Ora contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti… (lnterruzioni).
Voci dal centro: Ed anche più!
Matteotti: …cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (rumori, proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! Potrebbe darsi che i nomi letti dal Presidente siano di quei capitalisti che resterebbero eletti anche se, invece del premio di maggioranza, si applicasse la proporzionale pura in ogni circoscrizione. Ma poiché nessuno ha udito i nomi e non è stata premessa nessuna affermazione generica di tale specie, probabilmente tali tutti non sono e quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza. (Rumori vivissimi).
Vorrei pregare almeno i colleghi sulla elezione dei quali oggi si giudica, di astenersi per lo meno dai rumori, se non dal voto. (Vivi commenti, proteste, interruzioni alla destra e al centro).
Maraviglia: In contestazione non c’è nessuno, diversamente si asterrebbe!
Matteotti: Noi contestiamo…
Maraviglia: Allora contestate voi!

Cappuccini apre i cancelli alla cittadinanza – Kapuzinergarten öffnet seine Tore für die Bevölkerung

Ieri mattina in municipio è stato sottoscritto il contratto che consente di aprire alla cittadinanza l’Orto dei Cappuccini di via Goethe.

Bürgermeister Paul Rösch (von links) und Pater Franz Zitturi bei der Unterzeichnung des Mietvertrags.
Il sindaco Paul Rösch ( a sinistra) e Franz Zitturi all’atto della firma del contratto di affitto.
L’orto dei cappuccini – Der Kapuzinergarten

[deutscher Text weiter unten]

I primi colloqui con i Cappuccini per sondare la possibilità di realizzare un giardino del silenzio aperto al pubblico all’interno dell’Orto dei Cappuccini erano iniziati nel 2017. Ora il progetto diventa realtà.

Ieri mattina in municipio il sindaco Paul Rösch e Franz Zitturi, rappresentante legale dei Padri Cappuccini di Bressanone, hanno infatti firmato il contratto di affitto che consente al Comune di disporre – per i prossimi sei anni e a un canone annuo di 3.000 euro – della superficie verde di 5.500 metri quadrati situata fra via Goethe e il parcheggio Plaza.

Particolarmente soddisfatto della positiva conclusione delle trattative il sindaco Paul Rösch. “La firma del contratto è quanto mai provvidenziale in questo particolare periodo, perché con l’Orto dei Cappuccini possiamo mettere a disposizione di cittadine e cittadini un’ulteriore spazio aperto nel quale – rispettando le distanze di sicurezza – si può passeggiare e intrattenersi”.

“E poi per allestire la struttura non sono nemmeno necessari grandi interventi. Sarà la Giardineria comunale a prendersi cura del verde. Sono previsti due accessi pedonali (uno fra la scuola Gymme e l’asilo, l’altro da via Mainardo) e un accesso carrabile da via Goethe. L’area verrà delimitata dal convento con una recinzione metallica che verrà opportunamente rinverdita”, ha concluso Rösch.


Gestern wurden im Rathaus die Weichen für die Öffnung des Kapuzinergartens für die Meraner Bevölkerung gesetzt. “Dort soll ein Garten der Stille entstehen”, erklärte Bürgermeister Paul Rösch.