Le stimmate di San Berlusconi, riflessioni di Lidia Menapace

Non so dire se preferivo Berlusconi con le palle o il miracolato Berlusconi con le stimmate. Tendo a trovarlo sempre insopportabile, però con le stimmate mi spiace ancor più che con le palle. Si sente in ciò che dice l’insufflamento di don Verzè che cerca di farlo assomigliare a papa Wojtyla, che fu anche lui oggetto di un attentato ben più grave. Consiglio di insistere sul fatto che agli uomini politici più importanti un attentato non lo leva nessuno (Abramo Lincoln, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King, Nelson Mandela, Umberto primo, Mussolini, Moro, Wojtyla, Reagan, Paolo VI a Gerusalemme, una scarpa in faccia a Bush ecc.ecc.) e che, se sfuggono, non per questo sono miracolati, hanno solo una migliore o più fortunata scorta di sorveglianza. Si metterà a fare la ruota e non starà zitto purtroppo, ma almeno noi a nostra volta possiamo raccogliere in volumetto tutte le contumelie che ha riversato addosso all’opposizione chiamando tutti “comunisti”, con intenzione vilipendiosa, tanto che in Italia, secondo lui ci sono più comunisti che in Cina e metterlo in guardia appunto dal tratttare col premier cinese comunista con falce martello e stella rossa. E anche da Montezemolo che ha battezzato Frecciarossa i suoi arrancanti treni dell’Alta velocità. Mi sono fatta l’esame di coscienza, se ho mai provato odio per Berlusconi: no, devo dire, stizza rabbia disprezzo, sì certo. Se anzi ci penso il disprezzo è il sentimento dominante. Dovuto a due motti suoi, che ho sentito con le mie orecchie (a parte le battute che erano già vecchie al tempo di mio nonno): quando ha detto che “Eluana può ancora generare”, parole di (magari inconsapevole, ma insopportabile) fantasia stupratoria, dato che Eluana non poteva più da anni esprimere un qualsaisi consenso e quindi metterla incinta avrebbe potuto, avendo un penchant per la necrofilia, solo uno stupratore, oppura -contro la legge- una inseminazione artificiale eterologa davvero. E l’altra quando in una delle foto del dopoterremoto aquilano, stando su un palchertto in seconda fila alle spalle di un gruppo di vigili del fuoco volontari trentini, trovatesi a portata di mano le natiche di una vigile aveva esclamato: “Si può tastare?”. La vigile che è assessora in un comune del Trentino, ha poi protestato: era in fin dei conti, molestia, un reato. In me l’episodio ha duscitato fastidio e disprezzo: erano dei poveri fastidiosi vecchi quelli che toccavano il sedere alle ragazze sui tram, gesto ripagato con robuste gomitate nella pancia degli importuni, meschini, dico adesso, che ho tanti anni. Meschino anche il Silvio?

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