comunicato stampa – Rifondazione Comunista dell’Alto Adige aderisce alla manifestazione per la convivenza

Da mesi quasi ininterrottamente la SVP, nel tentativo di recuperare consensi alle destre sudtirolesi, solleva temi volti a rinfocolare contrapposizioni nazionalistiche, prontamente ripresi e rilanciati dalle destre italiane in chiave rovesciata. Spesso si tratta di temi che avrebbero potuto da anni essere risolti semplicemente col buonsenso, che si tratti della toponomastica o di residui del passato, cercando soluzioni condivise e senza ledere la sensibilità di nessuno. Ma si è preferito mantenere aperti questi “problemi” per poterli sollevare ogni volta che si pensava potessero tornare utili, guarda caso sempre in vista di scadenze elettorali. I risultati di questa sconsiderata politica cominciano a farsi sentire e la marcia su Bolzano promossa da Casapound, che scimmiotta altre tragiche marce degli anni ’20 del secolo scorso, ne è un pericoloso esempio.
Qualcuno scrisse qualche tempo fa che la storia non si ripete e quando lo fa da tragedia diventa farsa. Pensando alla marcia su Bolzano organizzata da Casapound speriamo che la farsa si riproduca anche questa volta, ma crediamo che sia il caso che tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa città e del suo territorio tengano tutta la loro attenzione ben vigile. Secondo molti storici infatti, nei lontani anni 1921 con l’assassinio di Franz Innerhofer e nel 1922 con la “marcia su Bolzano”, l’Alto
Adige vide le prove della marcia su Roma che avrebbe portato il fascismo al potere.
Bolzano e l’Alto Adige non hanno bisogno di contrapposizioni nazionalistiche. La convivenza tra popolazioni di cultura e lingua diversa, garantita a questa terra dal secondo Statuto d’Autonomia, poggia su basi che non possono essere date come consolidate per sempre e può vivere solo in una prospettiva di apertura ad un futuro europeo e di collaborazione e rispetto reciproco tra tutte le culture presenti di antico e più o meno recente insediamento. Molta parte della riuscita del progetto autonomistico si è basato inoltre su un notevoli disponibilità economiche che hanno garantito un benessere diffuso e occorre essere consapevoli che la loro brusca diminuzione provocata dalla crisi può avere dei pesanti contraccolpi. Da sempre le tensioni generate da difficoltà economiche sono state usate da chi comanda in chiave nazionalistica. Gli esempi di come le difficoltà economiche abbiano pesantemente contribuito a far degenerare situazioni di convivenza che parevano ormai consolidate non mancano anche in paesi molto vicini al nostro. Agli apprendisti stregoni che giocano col fuoco dei nazionalismi occorre dire basta. Per questo Rifondazione Comunista aderisce con convinzione alla manifestazione indetta da Anpi, Studenti Consapevoli e Antifa Merano, e invitiamo le cittadine e i cittadini che aspirano ad un
futuro di convivenza pacifica per questa terra per i loro figli e nipoti a partecipare numerosi dichiarando la loro volontà di promuovere la convivenza pacifica e la loro avversione ai fascismi.

Fabio Visentin – Segretario Rifondazione Comunista dell’Alto Adige

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