Renato Pagliaro, guru del capitalismo

Leggendo i quotidiani, a volte mi saltano agli occhi le piccole notizie, i pezzi brevi, ai quali di solito non si fa caso, quelle che finisco in fondo ad una delle pagine interne. Mi è successo oggi, leggendo il “sole24ore”, che mi ha incuriosito un articolo di Daniele Lepido dal titolo montiano “Pagliaro ai giovani: scordatevi il posto fisso”.

Bene, Renato Pagliaro è il presidente in carica di Mediobanca e i giovani erano alunni che hanno partecipato ad un progetto promosso dall’Osservatorio giovani editori e Intesa Sanpaolo. Sentite cosa ha da dire un banchiere ad una platea di alunni: “… dimenticate il posto fisso, non esiste un dovere delle aziende ad assumere e non snobbate i lavori manuali perché è meglio un buon barista di un avvocato svogliato.” Cavolo, mi son detto fra me e me, quest’uomo più che un banchiere è un genio! Io aggiungerei: è meglio un buon impiegato che un manager incapace. Caspita! Le aziende non sono obbligate ad assumere? E che vuol dire? Che un lavoratore dovrà essere infinitamente grato al datore di lavoro perché questo gli ha fatto un favore assumendolo? Evviva i benefattori! Come Alessandro Magno che conquistando l’India non era proprio solo, ma aveva con se perlomeno un cuoco (Brecht mi perseguita), anche un imprenditore il suo successo lo dovrà a qualche lavoratore?

Il Pagliaro-Pensiero però non finisce qui. Sempre rivolto agli alunni: “Se pensate di lavorare per godervi lo stipendio nel tempo libero cascate malissimo perché uno deve andare al lavoro volentieri, dare il meglio di sé divertendosi. E se pensate che siano otto ore di non vita, finirete per perdere il lavoro”. Questo lo dovrebbe raccontare alle centinaia di migliaia di cassaintegrati. Di tempo libero ne avrebbero da vendere, è che soffrono di deficit in stipendio e divertimento. E poi a seguire, il Pagliaro: “Non abbiate il dubbio di lavorare la domenica, dovete darlo per scontato e non riesco a credere che qualcuno di voi abbia un buon motivo per non lavorare la domenica.” Come dire, il giorno di riposo è una stronzata e chi proprio vuole andare a messa, ci vada alle sei del mattino.  Secondo Pagliaro, incalzato da uno studente sul fatto che senza un posto fisso è difficile ottenere un posto fisso, il banchiere ha una risposta illuminante: “non esiste un dovere delle banche a prestare denaro perché i soldi erogati sono dei conti correnti della clientela e li si può prestare solo se si ha la certezza matematica che verranno restituiti.” L’unica certezza matematica che ho conosciuto negli ultimi anni, è che a pagare i debiti causati dalle banche sono stati gli stati e dunque i cittadini, anche quelli senza posto fisso. Riguardo alla domanda dello studente, Pagliaro avrebbe potuto essere semplicemente più sincero: non hai un posto fisso? Cazzi tuoi.

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