La scuola è un bene pubblico

I tagli previsti nell’ambito scolastico e l’aumento del monte ore degli insegnanti mettono in pericolo la qualità della scuola

Iniziative di informazione e di protesta a Merano

 

La bozza della finanziaria 2013 prevede anche delle misure e tagli nell’ambito della scuola, che porterebbero ad un ulteriore aumento del monte orario e del carico di lavoro. Molti posti di lavoro andrebbero perduti. Inoltre le misure previste comporterebbero una forte limitazione delle attività extrascolastiche. Tra gli insegnanti cresce il dissenso contro l’immagine negativa che di loro ha l’opinione pubblica, anche a causa delle continue esternazioni di alcuni rappresentanti politici, contro le misure controproducenti e contro la provincia che intende legiferare unilateralmente sui diritti sanciti dai contratti, escludendo così le parti sociali.

La bozza della finanziaria 2013 deliberata recentemente dalla giunta provinciale, contiene anche delle misure riguardanti le scuole. Fra le altre cose, è previsto il “recupero” della differenza di 10 minuti delle ore di insegnamento (di norma di 50 minuti) rispetto all’ora di 60 minuti nelle scuole Medie e Superiori tramite diverse attività. Da parte della Giunta Provinciale si dichiara che gli insegnanti verrebbero pagati per ore di lezione da 60 minuti e perciò dovrebbero lavorare i 10 minuti “mancanti”. Ma spesso si “dimentica” che il lavoro degli insegnanti non consiste solo in ore di insegnamento. Secondo uno studio del 2006 finanziato dalla Provincia di Bolzano, la lezione in classe rappresenta circa il 40% del lavoro di un insegnante. Dai dati risulta che un insegnante lavora mediamente 38 ore settimanali (inclusi i periodi liberi da lezioni).

Le misure previste dalla Giunta Provinciale porterebbero ad un ulteriore aumento delle ore lavorative e del carico di lavoro, peraltro già in continuo aumento da anni. Inoltre andrebbero persi probabilmente centinaia di posti di lavoro occupati dai così detti supplenti. Molte donne e uomini con una formazione atta all’insegnamento e che in parte già insegnano da anni, perderebbero il loro lavoro. Così si va incontro ad una ulteriore riduzione della qualità della scuola.

Los tesso discorso vale per i tagli previsti alle indennità di missione. Già negli ultimi anni sono state ridotte drasticamente le risorse per le attività extrascolastiche (p.es. per gite, visite a teatri e musei) e per gli straordinari. Ulteriori tagli comporterebbero inevitabilmente una perdita di queste attività con una conseguente riduzione della qualità scolastica.

La Giunta Provinciale crea un immagine dell’ insegnante parassitario e pagato per attività che non farebbe. Al contempo si dà risalto all’importanza della qualità delle scuole della Provincia di Bolzano. Ciò non è più accettabile!  Gli insegnati non accettano di essere continuamente diffamati. Nei prossimi giorni sono previste delle azioni di protesta contro i tagli all’istruzione e di informazione, per opporsi alla disinformazione.

 

Schule geht alle an

Geplante Einsparungen im Schulbereich und Erhöhung der Arbeitsbelastung der Lehrer gefährden Qualität des Unterrichts

Info- und Protestaktionen in Meran

 Der Entwurf zum Haushaltsgesetz 2013 sieht auch Maßnahmen vor, die den Schulbereich betreffen. Die Arbeitszeit und damit die Arbeitsbelastung der Lehrpersonen würden durch diese Maßnahmen ansteigen. Arbeitsplätze wären gefährdet. Außerdem käme es zu einer gravierenden Einschränkung der unterrichtsbegleitenden Aktivitäten. In der Lehrerschaft regt sich Widerstand: gegen das schlechte Image der Lehrpersonen und gegen die nicht zielführenden Maßnahmen. Und dagegen, dass die Landesregierung vertragliche Rechte einseitig per Gesetz übergehen will.

Der Entwurf zum Haushaltsgesetz 2013, den die Landesregierung kürzlich verabschiedet hat, enthält auch Maßnahmen, welche die Südtiroler Schule betreffen. Unter anderem geht es darum, dass Lehrpersonen vor allem der Mittel- und Oberschule die Differenz der Dauer einer Unterrichtseinheit (in der Regel 50 Minuten) zur vollen Stunde durch diverse Tätigkeiten „nachholen“ müssen. Die Lehrer würden für 60 Minuten bezahlt und sollen diese deshalb auch arbeiten, heißt es aus der Landesregierung. Dabei wird gerne „vergessen“, dass die Arbeit der Lehrpersonen nur zum Teil aus der Unterrichtstätigkeit besteht. Laut einer vom Land im Jahre 2006 in Auftrag gegebenen Studie beträgt der Anteil der Arbeit in der Klasse rund 40% der gesamten Arbeitszeit. Über das ganze Kalenderjahr gerechnet (einschließlich unterrichtsfreie Zeit) arbeiten Lehrpersonen in Südtirol rund 38 volle Stunden in der Woche.

Die von der Landesregierung geplanten Maßnahmen bedeuten eine Erhöhung der Arbeitszeit und der ohnehin in den letzten Jahren ständig gestiegenen Arbeitsbelastung für Lehrpersonen. Darüber hinaus würden wahrscheinlich einige Hundert so genannte Supplenz-Stellen verloren gehen. Viele für den Lehrberuf ausgebildete Frauen und Männer, die teilweise seit Jahren unterrichten, würden ihre Arbeit verlieren. Die Folge kann nur eine Verminderung der Qualität des Unterrichts sein

Dasselbe gilt für die geplante Kürzung der Außendienste. Bereits in den letzten Jahren sind die Ressourcen für unterrichtsbegleitende Tätigkeiten (z. B. Ausflüge, Theater- und Museumsbesuche) und Überstunden drastisch gekürzt worden. Weitere Einschränkungen würden zwangsläufig dazu führen, dass diese wertvollen Tätigkeiten wegfallen würden. Die Folge kann nur wiederum eine Verminderung der Qualität des Unterrichts sein.

In der Öffentlichkeit wird vonseiten der Landesregierung ein Bild vermittelt, das Lehrerinnen und Lehrer als Schmarotzer darstellt, die nicht das tun, wofür sie bezahlt werden. Andererseits wird immer wieder die Qualität der Südtiroler Schule hervorgehoben. Das kann nicht sein! Die Lehrerinnen und Lehrer wehren sich deshalb gegen verunglimpfende Schlechtmacherei und versuchen Zeichen zu setzen. In nächster Zeit sind zahlreiche Maßnahmen geplant, um einerseits gegen die im Haushaltsentwurf vorgesehenen Einsparungen im Schulbereich und die Aufkündigung der Sozialpartnerschaft zu protestieren und andererseits zu informieren, um den bewussten Falschmeldungen entgegenzutreten.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s