logo trilingue grandeAbbiamo letto con interesse l’intervista a Florian Kronbichler e in proposito vorremmo fare alcune considerazioni.

Rileviamo ancora una volta con sconforto il tentativo di appropriazione indebita da parte del candidato di Verdi/SEL della figura di Alex Langer, che consideriamo punto di riferimento di tutte quelle persone che hanno partecipato alle sue battaglie e che certo non sono riconducibili solo ai Verdi altoatesini e a SEL. Tirarlo per la giacchetta, dopo che si è rimproverato ad altri di averlo fatto, è un pessimo servizio a tutti noi, a chi crede ancora in un Sudtirolo dove prevalga una cultura della convivenza e dell’autonomia, dell’equitá sociale, dei diritti dei più deboli e che con passione continua a perseguire quei valori.

Di certo banalizzare la storia contrapponendo  il successo dei verdi altoatesini, soli eredi di Langer, alla federazione dei verdi nazionali, screditandone l’impegno e la presenza nelle cruciali lotte ambientaliste nel nostro paese, la dice lunga sul poco rispetto verso una storia comune che viene privatizzata ad uso e consumo di demagogici fini elettorali.

Ricordiamo che la Federazione Nazionale dei Verdi  ha aderito convintamente e democraticamente alla lista di Rivoluzione Civile, abbracciando le ragioni di 1000 battaglie per l’ambiente, che trovano espressione compiuta nel programma di Rivoluzione Civile.

Detto questo ci sembra importante rilevare che alla base della nostra scelta di aderire e votare a Rivoluzione Civile non c’è un deficit intellettivo che ci impedisce di dare un voto intelligente e utile, ma una valutazione sul governo Monti molto diversa da quella fatta dal candidato di SEL. Kronbichler lo ritiene un salvatore della patria in linea con il pensiero unico che considera le politiche liberiste, figlie degli accordi europei, l’unica possibilità di uscita dalla crisi e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: disoccupazione, crollo dei consumi, aumento esponenziale della povertà, aumento del debito; insomma si vuole salvare il paese strangolando e privando dei loro diritti i cittadini che lo abitano (altro che pompiere, qui abbiamo un incendiario!).

Del resto la coalizione cui aderisce accetta gli accordi europei su fiscal compact e pareggio in bilancio in costituzione, compromettendo  così qualsiasi politica di sviluppo capace di promuovere occupazione e lavoro.

Questa sfida riguarda anche la nostra terra e la condizione di tutti gli abitanti del Sudtirolo e crediamo che il suo statuto di autonomia vada ripensato tenendo conto anche della molteplicità rappresentata dai nuovi cittadini che non sono riconducibili ai gruppi linguistici ufficiali e che ormai sempre di più abitano e lavorano nella nostra provincia. Vanno accolti con adeguate politiche di inclusione che ne valorizzino le differenze e che ne rispettino le identità.

 

Gabriele Benatti candidato alla Camera dei Deputati per Rivoluzione Civile

Gianfranco Maffei  Coordinatore della lista Alto Adige Südtirol di Rivoluzione Civile

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